Registro dell’Apparecchiatura

Regolamento Europeo 517/2014: registro dell???apparecchiatura per gli impianti a HFC

I refrigeranti IdroFluoroCarburi non provocano alcun danno allo strato di ozono atmosferico, pertanto non sono soggetti alle disposizioni del regolamento Europeo 2037/2000 n?? al DPR 147/2006.

Essi, invece, risultano fornire un notevole contributo all???effetto serra una volta liberati in atmosfera, per cui sono soggetti a tutta la regolamentazione nata per ottemperare alle disposizioni del Protocollo di Kyoto. Appartengono alla famiglia degli HFC i refrigeranti d???uso pi?? comune nella refrigerazione, nel condizionamento dell???aria e nelle pompe di calore:

– l???R134a, impiegato nella refrigerazione a media e bassa temperatura e nelle pompe di calore

– l???R410A e l???R407C, miscele impiegate nel condizionamento dell???aria e nelle pompe di calore

– l???R404A e l???R507, miscele impiegate nella refrigerazione a bassa temperatura.

La tabella??qui sotto??riporta alcuni dei refrigeranti pi?? comuni appartenenti alla famiglia degli HFC. Nella tabella, per ogni refrigerante, viene indicato??il suo??specifico indice??GWP (potenziale di riscaldamento globale), un indice che quantifica la capacit?? del refrigerante a contribuire all???effetto serra: maggiore ?? tale indice maggiore ?? l’effetto serra che questo produce, ed in definitiva la quantit?? di inquinamento ambientale che esso produce:

Tabella 1
Refrigerante HFC GWP
R404 3922
R507 3985
R134a 1430
R32 675
R407C 1774
??R410A ??2088

Cosa vuol dire questa tabella? Come si legge? Questa tabella mostra il potenziale di alcuni gas refrigeranti di produrre effetto serra (in base al proprio indice GWP specifico).

Aiutiamoci con un esempio: se disperdessimo in ambiente 1 kg di gas R410A, ?? come se avessimo prodotto lo stesso effetto serra di 2088 kg di CO2, ovvero pi?? di 2 tonnellate di Anidride carbonica! Questo dato ?? tanto pi?? allarmante se consideriamo che tale quantit?? di gas refrigerante (1?? kg) ?? contenuto all’interno di apparecchi residenziali di climatizzazione (monosplit) di piccola “potenza” (: capacit?? di raffrescamento).

Da questo nasce la necessit?? di adottarsi di norme, comuni e condivise, che vadano a ridurre il pi?? possibile l’emissione di tali “gas serra”.

L’Europa, ed i suoi Stati membri, ?? firmataria di diversi Protocolli ed intese volti al raggiungimento di questo obbiettivo (i pi?? importanti sono il Protocollo di Kyoto del 1997 e il pi?? recente Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015).

Specificatamente per gli F-Gas (gas fluorurati ad effetto serra, comprendenti i gas refrigeranti) nell???ambito dell???Unione Europea fu introdotto il Reg. CE 842/2006, successivamente sostituito dal Reg. UE 517/2014, ad oggi in vigore.

Con questi regolamenti, l’Unione Europea, si propone la riduzione?? delle emissioni in atmosfera di tali gas, il loro contenimento, l???uso, il recupero e la distruzione. Inoltre istituisce, per tutti gli impianti con carica di gas refrigerante superiore alle 5 Tonnellate di CO2 equivalente,?? la verifica periodica di assenza fughe, e la conseguente redazione del registro dell???apparecchiatura, su cui riportare alcune caratteristiche tecniche dell???impianto e lo storico delle manutenzione eseguite su di esso.

Per gli impianti contenenti HFC la frequenza dei controlli periodici ?? la seguente (vedi all’art. 4 del Regolamento):

Almeno ogni 12 mesi per gli impianti aventi un quantitativo di gas refrigerante superiore o uguale alle 5 Tonn. CO2 eq.,??ma inferiori a 50 tonnellate di CO2 equivalente (se ?? installato un sistema fisso di rilevamento delle perdite, almeno ogni 24 mesi).

Almeno ogni 6 mesi per gli impianti aventi un quantitativo di gas refrigerante superiore o uguale alle 50 Tonn. CO2 eq., ma inferiori a 500 tonnellate di CO2 equivalente (se ?? installato un sistema fisso di rilevamento delle perdite, almeno ogni 12 mesi).

Almeno ogni 3 mesi per gli impianti aventi un quantitativo di gas refrigerante superiore o uguale alle 500 Tonn. CO2 eq. (se ?? installato un sistema di rilevamento fisso delle perdite, almeno ogni 6 mesi – per questo tipo di impianti ?? fatto obbligo l’installazione di sistemi fissi di rilevamento perdite impianto).

I controlli devono essere eseguiti da tecnici frigoristi certificati,??ed annotati sull???apposito registro dell???apparecchiatura che deve essere conservato dalla persona fisica o giuridica che esercita un effettivo controllo sul funzionamento tecnico dell???apparecchiatura per un periodo minimo di 5 anni (come da Lettera a, Comma 2, Art. 6 del REG UE 517/2014) in quanto, su richiesta, i registri devono essere messi a disposizione dell???autorit?? competente dello Stato membro interessato o della Commissione Europea.

Come faccio a sapere di quali controlli necessita il mio impianto di climatizzazione o di refrigerazione? Consulta la pagina dedicata, oppure CONTATTACI!

 

LA FENICE SERVICE ricorda a tutti che gli obblighi dell’Operatore (ovvero il proprietario/utilizzatore/terzo responsabile di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore che contengono F-Gas) sono:

  • Accertarsi che l’installazione, la manutenzione e la riparazione di questi apparecchi siano effettuate ESCLUSIVAMENTE da personale ed aziende certificate
  • Accertarsi di far eseguire il controllo delle perdite con frequenza stabilita da normativa in base alla quantit?? di gas HFC contenuta nell’impianto (vedi sopra)
  • In seguito al rilascio del Registro dell’apparecchiatura, effettuare la registrazione dell’impianto sul sito telematico dell’ I.S.P.R.A. (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale)
  • Accertarsi che a seguito di una nuova installazione, o a seguito di una manutenzione e/o riparazione su un impianto installato prima del 01/01/2015, venga rilasciato il Libretto d’impianto e che questo sia iscritto al Catasto degli impianti termici C.I.R.C.E. (per il Veneto)

La disciplina sanzionatoria per chi violasse le disposizioni di cui al Reg. UE 517/2014 (vedi sopra) ?? contenuta nel Decreto Legge n?? 26 del 05/03/2013.

Le sanzioni amministrative pecuniarie previste sono decisamente “pesanti”: si va da un minimo di ??? 1.000 ad un massimo di ??? 100.000 a seconda della tipologia dell’infrazione che si commette.

Non rischiare: CONTATTACI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DPR 147/2006: Registro dell’apparecchiatura per i refrigeranti CFC e HCFC

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 147 del 15 febbraio 2006 stabilisce le modalit?? per il controllo ed il recupero delle fughe di sostanze lesive della fascia di ozono stratosferico da apparecchiature di refrigerazione, condizionamento dell???aria e pompe di calore. I refrigeranti interessati da tale norma sono tutti i CloroFluoroCarburi (CFC) e gli IdroCloroFluoroCarburi (HCFC). Quindi tutti gli impianti frigoriferi funzionanti con i ???vecchi??? refrigeranti R12 e R502 e il ???meno vecchio??? R22 sono soggetti alle disposizioni contenute nel DPR.

La finalit?? di tale DPR ?? quella di prevenire e ridurre le emissioni di gas refrigerante in atmosfera, favorendone, invece, il recupero. Esso recepisce le disposizioni del Regolamento Europeo 2037 del 29 giugno 2000 che accoglie i propositi fissati dal Protocollo di Montreal in merito alla riduzione delle emissioni di gas che provocano dannosi effetti sullo strato di ozono atmosferico. Tale Regolamento, che ha valore in tutti i Paesi dell???Unione Europea, fissa le tappe progressive per l???eliminazione completa dei refrigeranti HCFC dagli impianti frigoriferi. Dal 1 gennaio 2015, ?? stato vietato qualsiasi uso di tutti gli HCFC , pertanto anche le ricariche di tali gas, compreso il famoso R22.

In ambito nazionale, il DPR 146 istituisce il??Registro dell’Apparecchiatura??come strumento di registrazione di tutte le operazioni di controllo e le situazioni problematiche riguardanti il gas contenuto nel circuito frigorifero. Ci?? significa che qualsiasi impianto caricato con R12, R502 e R22 deve essere corredato dal proprio Registro dell’Apparecchiatura, ove vengono riportate le sue caratteristiche principali unitamente a tutte le operazioni di controllo che esso ha subito nel corso degli anni.

Tale??Registro deve essere compilato dal tecnico frigorista in occasione della sua verifica periodica e deve essere conservato dal gestore dell???impianto, ossia da colui che detiene o gestisce l???apparecchiatura di refrigerazione. Sul libretto vanno annotate le verifiche eseguite per il controllo delle fughe di refrigerante.

Infine il DPR indica che per eseguire la ricerca delle fughe ci si deve disporre nella condizione pi?? ???sfavorevole???, ossia in quella in cui si ha maggior probabilit?? che si verifichi una fuga di gas, anche delle pi?? piccole dimensioni: infatti la ricerca va fatta con impianto in funzione sul lato di alta pressione e con impianto fermo sul lato di bassa pressione.

Esiste la possibilit?? di effettuare il cosidetto “RETROFIT”, ovverosia la sostituzione del vecchio gas (ad es. R22) con un gas non clorurato (ovvero non CFC o HCFC).

Vuoi sapere come? CONTATTACI!

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